Discarica Castella: la Provincia dà il via libera nonostante il no delle Amministrazioni. Proprio contro questo insediamento due settimane fa un migliaio tra cittadini, amministratori e ambientalisti avevano sfilato tra le strade di Buffalora. Le loro voci non sono state ascoltate.

Il no delle Amministrazioni

Si è conclusa nella mattina di ieri, giovedì 20 settembre, la conferenza di servizio per l’istanza di valutazione di impatto ambientale della discarica di rifiuti non pericolosi Castella 2. Le amministrazioni coinvolte, in primis Rezzato, ma anche Brescia, Borgosatollo e Castenedolo hanno espresso il proprio parere negativo “partendo dalla piena consapevolezza delle numerose criticità ambientali già presenti nell’area” si legge in una nota. L’Ats, pur rilevando che la situazione del territorio in esame è molto critica e necessita di particolare attenzione, non ha però ritenuto di avere elementi sufficienti per il diniego, Arpa non era presente.

Il sì della Provincia

“La Provincia si è espressa favorevolmente alla localizzazione dell’impianto anche se in un territorio già fortemente compromesso, ricco di criticità ambientali a cui si andrebbero a cumulare le esternalità negative della messa a dimora di oltre 900.000 metri cubi di rifiuti (si pensi al possibile contatto con la falda, l’impatto odorigeno, il traffico)”.

La denuncia degli amministratori

“Le amministrazioni comunali di Rezzato, Brescia, Borgosatollo e Castenedolo sono profondamente preoccupate dall’esito di accoglimento che si profila all’orizzonte.  E’ frustrante rendersi conto che con le normative vigenti non si abbiano gli strumenti per tutelare salute e paesaggio e preservare territori già fortemente compromessi. Sentiamo il dovere di fronte a ciò di denunciare la necessità improcrastinabile che siano emanate nuove norme adeguate ed efficienti per consentire una effettiva e sostanziale tutela territoriale come preminente su ogni esigenza economica”.  Gli amministratori attendono ora la stesura ufficiale del provvedimento per decidere gli ulteriori passi che potranno intraprendere congiuntamente i comuni dei territori colpiti dall’insediamento.

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La posizione dei comitati

Anche CoDiSA e CdQ di Buffalora rimangono  in attesa degli atti per capire se possono esserci dei punti attaccabili su cui fondare il ricorso al Tar, in concerto con i comuni coinvolti, in primis con il comune di Rezzato. “Coinvolgere la politica, anche a livello regionale, affinché faccia pressione sulla proprietà di Garda Uno (Comuni di Desenzano, Lonato e Provincia di Brescia) in modo da convincere Garda Uno a desistere dall’attuare il progetto anche offrendo delle compensazioni che possano facilitare il raggiungimento di tale obbiettivo – si legge in una nota diffusa dai comitati –  Essere determinati e far capire che noi andremo fino in fondo e che ci opporremo anche fisicamente all’inizio dei lavori con blocchi e barricate. Per fare questo però serve l’aiuto di tutta la popolazione, ma di questo ne siamo certi vista la partecipazione alla recente manifestazione. Servirà una raccolta fondi per sostenere il ricorso al Tar. Questo è solo l’inizio, abbiamo perso il primo round ma siamo certi di vincere l’incontro”.